TV 3D e dati di vendita

A volte anche le tecnologie che nelle previsioni dei produttori dovrebbero scalare le vette dei dispositivi più venduti si rivelano dei quasi flop. Varie le motivazioni e spesso nel mondo tecnologico sono imputabili più che a errori di strategie marketing, in generale molto ben studiate nel settore, da fattori legati allo sviluppo e la diffusione di tecnologie affini ai dispositivi venduti.

© PinkShot - Fotolia

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È il caso delle TV 3D, per le quali ci si aspettava nel 2011 un record di vendite e invece si è dovuto fare i conti con una realtà ben diversa. Almeno in Nord America e in Giappone. È quanto emerge da una ricerca di NPD Display Search che nello studio “Quarterly TV Design and Features Report for Q4 2011” evidenzia come le vendite delle TV 3D abbiano registrato un buon successo commerciale in Europa e in Cina, ma non nell’America del Nord e in Giappone.

Le cause sono da ricercare nell’adozione di diverse tecnologie digitali di broascasting, nello specifico il DVB-T2. Questo standard infatti richiede dei dispositivi per ricevere il segnale che potrebbero aumentare dai 3,4 milioni del 2011 a 64,7 milioni del 2015. I produttori di TV 3D dovranno quindi in fretta cercare di adattare le proprie televisioni al nuovo standard, pena l’esclusione da una grossa e importante fetta di mercato.

La seconda generazione di TV 3D verrebbe definita “Service Compatible”, in grado di adattarsi al nuovo standard in modo che uno stesso programma sia in 2D che in 3D venga trasmesso dal medesimo segnale. A questo fattore determinante si aggiunge anche la tendenza che sta prendendo piede in America del Nord a scalfire le prospettive di vendita delle TV 3D; gli americani sembrano infatti più propensi all’acquisto di televisioni grandi, ma economici, scevri da troppi optional.

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